Un italiano alla corte dei Masters of Wine

E’ ufficiale: non sarò mai la prima italiana a diventare “Master of Wine”.

Chi ha intrapreso o vorrebbe intraprendere il lungo percorso che porta al titolo più ambito tra gli esperti mondiali del vino sa di cosa sto parlando. Da anni siamo col fiato sospeso in attesa che almeno un professionista del nostro paese conquisti questa prestigiosa qualifica. Noi che siamo i primi produttori al mondo, noi che vantiamo una tradizione enoica millenaria, noi che viviamo nel paese che gli antichi chiamavano “Enotria” non abbiamo un Master of Wine. O meglio non lo avevamo, fino a poche settimane fa.

Si chiama Gabriele Gorelli, ha 37 anni ed è di Montalcino, Siena. Le colline toscane che producono tra i vini più importanti al mondo lo hanno formato e lo hanno portato ad iniziare questo percorso nel 2014 proprio quando Firenze ospitava per la prima volta il Symposium del The Institute of Master of Wine, una masterclass orientativa sul percorso da intraprendere dopo l’iscrizione.

Ma voglio spiegare a chi non ne ha mai sentito parlare chi sono i Masters of Wines (MW), cosa fanno e come si conquista il titolo.

Dalla sezione “Chi è un Master of Wine” sul sito stesso dell’ Institute of Masters of Wine (sezione Frequently Asked Questions) si legge: “Un Master of Wine è qualcuno che ha dimostrato, attraverso un esame rigoroso, una conoscenza approfondita di tutti aspetti del vino e chiare capacità comunicative. Un Master of Wine incoraggerà attivamente le persone nella ricerca della conoscenza e cercherà di tenere sempre unite le comunità del mondo del vino ”.

Detta così sembra semplice, una sorta di percorso formativo per PR del vino. Entrando più nella sfera pratica, i Masters of Wine, che per comodità chiameremo MW, sono i super esperti mondiali del vino che operano negli ambiti più disparati: possono essere enologi oppure critici per Wine Spectator, giudici nelle più importanti competizioni internazionali o presentatori TV ( a volte anche tutte queste cose insieme). Alla consacrazione si arriva dopo un durissimo e molto costoso percorso di studi che dura circa 4 anni all’ Institute of MW che ha sede in Inghilterra; per accedervi bisogna aver ottenuto come requisito minimo il Diploma di 4 Livello WSET ( Wine and Spirit Education Trust) oppure una qualifica equipollente.

Ma cosa rende questo titolo così inarrivabile dato che con Gabriele Gorelli il numero è salito a 418? Senza dubbio la difficoltà delle prove che prevede la degustazione con analisi dettagliata di 36 vini alla cieca, in batterie da 12 oltre ovviamente a saggi teorici che spaziano dalla viticoltura, all’enologia, al marketing e al vino nella cultura di massa.

Uno dei motivi che a mio avviso scoraggia di più i candidati che abbandonano il percorso è, oltre all’intensa e totale dedizione da mettere in conto per tutta la durata, il lato economico. Non è infatti il costo dell’iscrizione quanto le somme spese per i viaggi intorno al mondo a spaventare, necessari se si vogliono padroneggiare vini che altrimenti risulterebbero inaccessibili. Un sogno per poche tasche insomma, dato che, come Gorelli ammette, egli stesso ha dovuto investire per anni tutte le sue risorse nel progetto.

Gabriele Gorelli di Montalcino (SI) è il primo Master of Wine italiano

Il traguardo raggiunto da Gabriele Gorelli mi rende molto felice: finalmente anche l’Italia ha il suo degno ambasciatore in un’ organizzazione dallo stampo internazionale che insegna un approccio completamente diverso, quasi più scientifico al mondo del vino. Come lo stesso Gorelli ha dichiarato in un’intervista per Gambero Rosso, egli si è dovuto spogliare di tutte le conoscenze precedentemente acquisite ed entrare in una concezione nuova del vino, più pragmatica e commerciale, meno poetica.

Ma siamo italiani e sono sicura che il nostro MW porterà con sé non sono la poesia ma anche la grande passione che ci rende così unici nel mondo.

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