Petrus, we got a problem

Li abbiamo sotterrati in anfore di terracotta, sommersi in mari e laghi e ora anche spediti nello spazio: è di due giorni fa l’annuncio che una bottiglia di Château Petrus del 2000 è in vendita dopo aver trascorso ben quattordici mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in orbita intorno alla terra.


La prima bottiglia di vino affinata nello spazio.


L’iniziativa arriva da Christie’s, la più grande casa d’asta mondiale, che ha lanciato questa fenomenale proposta. Già acquistare una bottiglia del merlot bordolese in purezza più famoso al mondo sarebbe di per sé un evento eccezionale, se non fosse che ad accompagnarla sarà lo speciale cofanetto realizzato dalla Maison d’Arts Les Ateliers con un decanter, due bicchieri e un cavatappi ricavato da un meteorite.
Così il presidente di Les Ateliers descrive questo capolavoro di manifattura: “Un caveau segreto nascosto da un sistema solare ispirato da Jules Verne, un meccanismo di apertura connesso con l’Universo di Star Trek, indizi celati e incisi…alcuni dei materiali più rari e alcuni dei più complessi savoir-faire sono serviti per rivelare, dopo ben 900 ore di lavoro, la nostra opera d’arte che farà spiccare questa bottiglia di Petrus così esclusiva.”

Lo scopo non è semplicemente offrire al fortunato acquirente un vino da collezione senza precedenti, ma anche contribuire alla ricerca. Il ricavato della vendita infatti finanzierà Space Cargo Unlimited, la start-up europea che ha sponsorizzato questa spedizione enologica e i suoi studi su nuove forme di agricoltura extraterrestri che potrebbero diventare una preziosa risorsa nel futuro.

Ma l’affinamento nello spazio cosa avrà realmente donato al vino? Le bottiglie spedite il 2 novembre del 2019 e rientrate a gennaio 2021 sono 12 e alcune sono state esaminate e assaggiate dai migliori esperti. A chi ha chiesto che cos’avessero di diverso da un normale affinamento hanno risposto che le bottiglie fossero semplicemente “diverse”. Gli scienziati hanno infatti spiegato che la gravità è l’unico parametro della vita rimasto invariato per miliardi di anni e quindi è di particolare interesse il tentativo di ricreare un habitat terrestre a gravità zero, con il fine di monitorare l’evoluzione di componenti essenziali del vino come polifenoli, lieviti e batteri.

Il costo al momento dovrebbe aggirarsi attorno al  milione di dollari, ma ho il sentore che la bottiglia sarà venduta a molto di più. Supportiamo la ricerca, però un consiglio nel caso abbiate la possibilità di acquistarla: non bevetela. Per quanto possa risultare incredibile, anzi spaziale, potrebbe non essere all’altezza di questa campagna marketing da Guinness dei primati: meglio conservarla con cura, dato che il suo valore potrebbe aumentare negli anni in modo esponenziale.