Le freak, c’est chic

Se almeno una volta nella vita avete guardato inorriditi vostro zio o vostra suocera allungare con l’acqua quel meraviglioso Barolo scelto con cura dalla vostra cantina, quest’articolo fa al caso vostro.

Si chiama “Piquette” e sta spopolando negli Stati Uniti tanto che le riviste di settore non hanno dubbi diventerà il drink più cool dell’estate. Ma di cosa si tratta esattamente? Niente di nuovo in realtà, anzi: un sapiente retaggio del passato rivisitato in chiave moderna.

Piquette in Francia era chiamato “il vino che dissetava i contadini”: dopo la seconda pressatura destinata alla produzione del vino, le vinacce esaurite venivano ulteriormente torchiate e allungate con acqua; spesso veniva addizionato di miele oppure zucchero per innescare nuovamente la fermentazione.  Ancora oggi  è usato come sinonimo di vino di bassa qualità e frizzantino; la parola infatti deriva dal verbo francese piquer, pungere, per indicare il leggero pizzicore causato dall’effervescenza.

In Italia è spesso noto come vinello oppure acqua pazza e rimane una pratica diffusa e relegata al consumo in famiglia, dato che le normative dell’ Unione Europea ne vietano la commercializzazione. Le rigide regole comunitarie però spesso non trovano riscontro oltreoceano: oggi alcuni viticoltori Statunitensi, in particolare un produttore di vini naturali della valle dell’ Hudson nello Stato di New York, Todd Cavallo, ha lanciato la sua prima linea di vini etichettati Piquette.  Viticoltore attento alle pratiche naturali e sostenibili, Cavallo ha deciso d’ intraprendere questa strada dopo essere entrato in possesso di un vecchio manuale di vinificazione del XIX secolo. Attratto dal fascino di questo antico manoscritto, ha deciso di ricreare la ricetta del Piquette trovata all’ interno, ottenendo risultati strabilianti: le rigide temperature invernali mantengono l’acidità del mosto molto alta e favoriscono la formazione del flor, il velo di lieviti che si forma in superficie (notoriamente durante la produzione dello sherry) che, oltre a dare dei profumi caratteristici, protegge dall’ossidazione.

I vini della linea Piquette di Wild Arc Farm, così si chiama l’azienda vitivinicola di Cavallo, include il Traminette ( da uve Traminer), uno Chardonnay e un Cabernet Franc per i rossi. Chi li ha assaggiati ne elogia la freschezza e franchezza dei profumi delicati, perfetti come bevanda estiva dal titolo alcolometrico che va solamente dal 7% al 10%.

Dobbiamo accettarlo, siamo in un’epoca in cui i gusti nel mondo del vino stanno radicalmente cambiando, in cui i giovani sono sempre più scrupolosi e attenti alla salute. Il trend degli ultimi anni ha visto infatti diminuire drasticamente il consumo dei vini fortificati( ad esempio il Porto) a favore di rosé e bollicine: non mi stupisce affatto quindi che un prodotto leggero, naturale e dal gusto meno deciso stia avendo un tale successo. Personalmente non ho pregiudizi in merito: attendo di assaggiarlo, chiaramente contestualizzato alla giusta situazione e senza fare inutili paragoni, magari sorridendo ripensando a mia nonna e a quel vino allungato nel bicchiere che profuma di domenica in famiglia.

La linea “Piquette” della cantina Wild Arc Farm, Hudson Valley, New York

Lascia un commento