Vosne-Romanée Jean Gros 1982

Un borgogna aristocratico che stupisce per potenza ed equilibrio

Il nostro viaggio alla scoperta del vino ci porta in uno dei comuni più emblematici di Borgogna, Vosne-Romanée, da molti considerato come il vero cuore pulsante dell’intera regione. Storicamente riconosciuta dal 1500 circa, periodo a cui risalgono i primi scritti che denominavano il comune come Voone (foresta).

L’AOC comprende i più grandi e blasonati Grand Cru della regione tra cui i monopole della Romanée-Conti.
I vini provenienti da questa Appellation sono molto complessi e dettagliati non solo per le pratiche di cantina che vengono apportate sapientemente rispettando le grandi tradizioni, ma anche grazie alla composizione dei terreni, poco profondi ma dalla variegata composizione (argille, calcare, e ciottoli).
L’azienda Gros è ricca di storia e risalente al 1830. Jean Gros è stato il timoniere dell’azienda fino al 1988 caratterizzando la produzione dei vini con un taglio tradizionalista e valorizzando le sfumature del terroir. L’uso delle botti è stato sempre considerato fondamentale ma gestito senza snaturare il vitigno. Il vino in degustazione appartenente all’annata ‘82 risale proprio al periodo della sua gestione e ne esprime a pieno la filosofia di produzione.

Dal 1988 in avanti l’azienda è stata divisa e parcellizzata tra i diversi figli che hanno deciso di adottare metodologie diverse di produzione con filosofie di gestione in vigna distinte. Ma di questo ne parleremo più avanti quando degusteremo un vino degli eredi di Jean.

Passando alla degustazione possiamo dire che il vino si presenta con un rosso granato tendente al mattone, non particolarmente limpido a causa delle 35 primavere trascorse ma senza difetti evidenti.
Al naso colpisce per l’estrema finezza, l’intensità coinvolgente e l’ampia complessità che investe di emozioni sottolineando il carattere evoluto. Esaltanti note di frutta macerata quali lampone, fragole, ciliegie e marasche aprono la porta a spezie dolci tra cui tabacco, cannella, chiodi di garofano. Si alternano un susseguirsi di sfumature nette di liquirizia, scorza d’arancia essiccata, rabarbaro, sottobosco e un’inconfondibile nota minerale di grafite.

All’assaggio si presenta potente ed esplosivo. Le durezze affinate ma ben presenti lo equilibrano perfettamente. L’intensità e la persistenza percepite sono la perfetta rappresentazione di una delle zone più vocate per regalare vini di assoluta aristocraticità, austerità e longevità.

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