Vacanze Umbre parte 1: la rinascita del Trebbiano Spoletino

Ciò che non conosco mi attira da sempre in maniera irresistibile, come mi attirano le storie di rinascita. Voglio parlarvi di un vitigno dimenticato, quasi estinto, ma che grazie alla lungimirante tenacia di alcuni viticoltori sta vivendo una nuova vita: il Trebbiano Spoletino. Varietà antica e storica delle aree attorno a Spoleto e Montefalco, per secoli è stato tra i più importanti vitigni dell’Umbria anche grazie alla suo particolarissimo metodo di allevamento chiamato Alberata, che consisteva nel “maritare” la vite ad olmi od aceri facendo si che vi si arrampicassero come liane. Gli alberi “ospiti” fornivano una protezione in più al vitigno ma avevano lo svantaggio di rendere la vendemmia alquanto difficoltosa.
Il Trebbiano Spoletino è praticamente scomparso dalla zona di Trevi ( la più vocata) negli anni sessanta con l’avvento della raccolta meccanizzata, non trovando più spazio sulle colline circostanti, allora dedite alla coltivazione dell’ulivo. Fino a 10 anni fa erano in pochissimi a coltivarlo ma, con la recente campagna di valorizzazione dei vitigni autoctoni nazionale, ha finalmente trovato la sua rivincita.
E che rivincita.
Il suo è un ritorno in grande stile, che ha stupito persino chi lo coltivava senza troppa convinzione e senza capirne il reale potenziale. Nulla a che vedere con i parenti cloni (oserei dire alla lontana) coltivati un po’ ovunque e utilizzati soprattutto in uvaggio proprio per il loro carattere di neutralità: il Trebbiano Spoletino non solo è dotato di grande personalità, ma è un vero e proprio fuoriclasse.
Nel mio viaggio itinerante in Umbria mi sono lasciata prima sedurre e poi completamente conquistare da questo bianco vigoroso, dotato di grande acidità e predisposizione all’invecchiamento. Avendolo assaggiato solo poche volte però ho preferito affidare la scelta delle cantine da visitare a persone del luogo; in questa sede vi parlerò di due aziende in particolare: Cantina Collecapretta e Tenuta Bellafonte.

Cantina Collecapretta: piccola azienda della campagna attorno alla bellissima Spoleto, è una realtà piccola dal cuore grande. La signora Anna Mattioli ha accolto me e la mia amica Giovanna con la dolcezza e la cortesia di una mamma che non vede un figlio da tempo.

Collecapretta – con la mia amica Gio e alla mia sinistra Anna Mattioli.

L’ambiente è rustico e famigliare e la degustazione dei loro vini è accompagnata da assaggi di salumi, formaggi ed da una strepitosa torta salata fatta in casa. La loro è una produzione di vini naturali ed è molto ampia, ma mi soffermerò a descrivere il Trebbiano Spoletino “Terra dei preti”. Ampio, robusto, profumatissimo: questo bianco fermo è il risultato di una lunga macerazione sulle bucce, un novello Orange Wine prodotto con metodi naturali, quasi ancestrali, senza solforosa aggiunta ed affinato in cemento. Scorza d’arancia, malto e cedro. Impavido.

Tenuta Bellafonte: cantina consigliatami da un noto sommelier di Spello, la tenuta si trova a Bevagna, borgo bellissimo circondato da vigneti, in provincia di Perugia. L’ azienda è moderna, elegante e gode di una vista mozzafiato sugli 11 ettari vitati di proprietà. Peter Heilbron, ex manager redento con la passione della viticoltura, in pochi anni si è imposto come uno dei migliori produttori della zona, e non a torto.“Arneto”, Spoletino in purezza. Intenso ed equilibrato, questo vino mi colpisce per la sua freschezza ed eleganza. I profumi sono inebrianti, l’agrume intenso non è smorzato dall’affinamento in legno che anzi gli dona rotondità ed armonia. Ammetto che avrei voluto finire la bottiglia. Sublime.

Arneto, Spoletino.

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