Dom Pérignon P2 Vintage 1998

Vorrei impostare questa condivisione omettendo notizie sull’azienda o sul fondatore in quanto nel web si trovano già innumerevoli nozioni, anche se alcune decisamente contrastanti.

Concentriamoci dunque sullo champagne in degustazione che, purtroppo, non molti hanno la fortuna o la possibilità di assaggiare: Dom Pérignon P2 Vintage.
L’eccezionalità dei Vintage Dom Pérignon risiede nel loro processo evolutivo attorno al quale lasciano un’aura misteriosa indicando che i loro gioielli maturano durante specifiche fasi espressive che l’azienda ha denominato “Plénitudes”

P2 è frutto di 16 anni di elaborazione di cui circa 12 di maturazione sui lieviti.
In questo articolo parleremo della prima annata di P2 prodotta: il 1998.
Questo millesimo è stato cesellato da temperature record in agosto, responsabili della definitiva maturazione degli zuccheri, e da precipitazioni eccezionali nelle prime due settimane di settembre che hanno permesso la maturazione aromatica preservando un’acidità degna di un grandissimo vino da invecchiamento.

In degustazione si distingue per la sorprendente gioventù dei profumi che non sono completamente terziarizzati ma si bilanciano con note molto fresche e spiazzanti per uno champagne di 20 anni. L’energia raggiunge il suo apice grazie al connubio di note di panna fresca, crema pasticciera, fragoline di bosco e agrumi miscelati a note di sottobosco, spezie dolci quali vaniglia e tostature leggere e delicate. La tipica mineralità di una delle più performanti espressioni del territorio affascina e cattura l’attenzione dalla quale è difficile staccarsi.

Al palato il perlage si presenta setoso e cremoso regalando avvolgenza sontuosa che si completa con una persistenza aromatica tostata e affumicata. L’equilibrio è perfetto ed energico e mostra la sua struttura da grande vino che può accompagnare una cena completa composta anche da cibi complessi.

Foto: domperignon.com

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