Orange blast: la riscossa del discepolo Podversic

Se sentiamo parlare di orange wine immediatamente pensiamo a Josko Gravner. Josko è il più importante esponente di quella che è una vera e propria filosofia vitivinicola e ci insegna che l’uva a bacca bianca può dare vini strutturati, corposi, alcolici, che nulla hanno da invidiare ai rossi più complessi.

Con quest’idea nella testa Gravner ha dato il via ad una tradizione che in Friuli, nella zona del Collio, è diventata un vero status symbol: le uve bianche sono vinificate lasciando le bucce in macerazione anche per 2/3 mesi; il risultato è la produzione di vini potenti, che immagazzinano tutte quelle sostanze che normalmente vengono eliminate immediatamente, come i tannini.

Non è però di Gravner e dei suoi splendidi vini affinati in anfora che parlerò in quest’articolo, ma di Damijan Podversic, viticoltore Goriziano che da Josko ha appreso tecnica, stile e grande ricercatezza nella sua produzione.
Non conoscevo i suoi vini, per cui non mi sono fatta sfuggire l’occasione di partecipare a questa degustazione: mi ritrovo così in un eno-ristorante della bergamasca, raffinato ed accogliente.

Il padrone di casa inizia ad illustrarci i vini in degustazione parlandoci di come Podversic sia un esponente di viticoltura biologica e biodinamica. In parole povere il nostro lavora in ossequio alle fasi lunari durante la produzione sia in vigna che in cantina, cercando di utilizzare meno trattamenti possibili e rispettando la natura e i suoi ritmi. Ciò che essenzialmente lo differenzia dal suo maestro è la macerazione che avviene in botti di rovere invece che in anfore.

I vini in degustazione sono 4 e ve li illustrerò brevemente; per tutti il colore va dal giallo paglierino carico all’ambrato.

Nekaj: friulano in purezza, non filtrato. Al naso è complesso e dolce, si ha quasi l’impressione di odorare un passito: frutta matura quindi, albicocca, mela cotogna e canditi. In bocca è fresco, abbastanza sapido, complesso e persistente.

Malvasia: malvasia istriana in purezza: Al naso è più delicato e meno esplosivo, ma sicuramente di carattere. In bocca di una mineralità accentuata ma non eccessiva, sapientemente fresco ed equilibrato.

Kaplja: ed ecco il primo blend della batteria: chardonnay 40%, friulano 30%, malvasia istriana 30%. Al naso complesso e pieno, balsamico e persistente; anche qui la frutta matura la fa da padrona. In bocca senza dubbio meno intenso ma speziato e avvolgente, una vera esplosione di sentori fruttati e minerali.

Ribolla gialla: ribolla gialla in purezza. Al naso veramente interessante: frutta matura e sentori eterei, quasi da terreni vulcanici, pietra focaia. In bocca è complesso e persistente, morbido ma bilanciato da una bella freschezza.

In conclusione: vini ampi, complessi, spessi. La forte alcolicità ( di media 15°C) rende questi vini adatti ad accompagnare primi strutturati e secondi di carne, decisamente da abbinare a tutto pasto. Eccellenti compagni di meditazione, ma solo per ragionamenti impegnativi ;-).

Photo: instagram.com/damijanpodversic

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