Marguet Rosé Shaman 14: Emozione e degustazione

Allenamenti, amici che vengono da lontano e champagne biodinamici.

La tecnica di degustazione è l’importante chiave di lettura di un vino che aiuta a codificarne gli aspetti salienti al fine di poterlo ricordare nel tempo e paragonarlo ad altri vini.
Un buon degustatore non deve mai perdere la pratica. Ogni degustazione contribuisce a mettere a punto i parametri degustativi che rimangono allenati a recepire correttamente le peculiarità di ogni vino.
È altresì vero che un appassionato non deve perdere di vista la cosa più importante che un vino dà: l’emozione.

L’emozione è ciò che un grande vino ti regala fortificando il ricordo di un momento speciale trasformandolo in unico ed irripetibile. Una grande vino incornicia un’esperienza e in un attimo, un sorso, ti rapisce in un turbinio di sensazioni che amplificano ciò che in quel momento si sta provando. È bello cogliere questo connubio di sensazioni per racchiuderle in quello che un giorno diventerà un aneddoto da ricordare e condividere in compagnia, magari sorseggiando un altro ottimo vino.

Proprio qualche settimana fa è successo quanto è stato di ispirazione per questo articolo e vorrei condividerlo con voi.
In giornata il mio fornitore di champagne mi aveva consegnato alcuni prodotti della splendida cantina di Marguet.
Non vedevo l’ora di assaggiarne una bottiglia ma per bilanciare la mia ‘eno-vita’ con la vita sportiva avevo deciso di passare prima in palestra per allenarmi con il mio grandissimo Maestro. In dirittura d’arrivo di un estenuante allenamento appare dalla porta un carissimo amico, compagno di mille sudate, un fratello attualmente trasferitosi in Australia. Il grande Pedro ha deciso di venirci a fare una sorpresa dopo un anno e mezzo da “Aussie”.

La gioia mia e del Maestro era a mille e subito ho avuto l’ispirazione di suggellare questo ricordo condividendo una fantastica bottiglia proprio con loro.
Il brindisi è stato memorabile per tutti e già dal primo sorso di Marguet Rosé Shaman 14 ho visto lo stupore negli occhi di tutti grazie all’esaltante ricchezza che lo caratterizza. I complimenti son piovuti dal cielo anche dai non addetti ai lavori.

La restante mezza bottiglia l’ho portata a casa per studiarla bene. Una volta portato a temperatura perfetta mi sono confrontato con la mia dolce metà Sara, grandissima assaggiatrice di Champagne.

Il flute si veste di un rosa intenso che invita a tuffarcisi dentro. I profumi, intensi e avvolgenti, investono il naso con la peculiare frutta rossa di ciliegie e fragoline di bosco adagiate su pan brioche dolce, regalato dalla tecnica di cantina ineccepibile che favorisce l’evoluzione dei profumi. La vaniglia e la tostatura gradevolmente delicata accompagnano la spiccante mineralità gessosa.

All’assaggio il tripudio di sensazioni è in perfetta armonia con la potenza e la ricchezza reppresentativa di un Grand Cru di Ambonnay e Bouzy proveniente da vigne vecchie.
Chapeau a Benoìt Marguet che dal 2004 non si è limitato solo a cavalcare l’onda di un tradizionale Vigneron con una storia centenaria, ma è riuscito a dare personalità e ad elevare la qualità evolvendosi con certificazioni biodinamiche e tecniche di spumantizzazione eccellenti. Il gusto dimostrato nella produzione dei suoi prodotti valorizza i terreni Grand Cru di Ambonnay e Bouzy, considerati i più importanti e blasonati per la produzione del pinot nero.

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