Il mio Maga Lino

Adoro il mondo del vino e mi piace viverlo appieno sviluppando la tecnica di degustazione con studio e pratica, ma questo è solo uno strumento di lettura che permette di avvicinarmi meglio all’emozione che trasmette. Ma l’emozione non è solo legata alle sensazioni dell’assaggio, perchè si riesce a gioire anche comprendendo la storia e le fatiche che i produttori hanno passato per arrivare a regalarci un attimo di piacere concentrato in un calice.

Ed è proprio con questo intento che, alcuni mesi fa, sono andato a scoprire cosa fosse celato dietro Lino Maga, irriverente viticoltore molto stimato dal grande Veronelli, che lottò una vita intera contro il sistema. Un sistema, come da lui descritto, colmo di interessi di pochi che si muove a discapito di tanti.
Si presenta subito come una persona trasparente e solare, proprio come ce l’avevano descritto. La sua età e le fatiche nei campi sono perfettamente raccontate da ogni ruga e dalla lenta parlata.
La grande nostalgia lo avvolse quando raccontò delle mille battaglie sostenute per farsi riconoscere l’esclusiva produzione del Barbacarlo e la tristezza lo assalì quando parlò degli ultimi trascorsi con Veronelli. Maga raggiunse l’amico e compagno di battaglie in un convegno a Roma, al quale Veronelli dovette purtroppo rinunciare a causa di un tracollo del suo stato di salute. Come promesso all’amico, Lino fece il suo intervento e poi abbandonò il convegno. La sua voce si fece ancora più fioca quando raccontò il triste epilogo di Veronelli che seguì due giorni dopo.

I suoi vini sono schietti, sinceri e diretti proprio come lui. Ci propose un assaggio libero di tutte le annate che aveva a disposizione in quel momento dicendoci apertamente che, purtroppo, di annate buone non aveva più neanche una bottiglia.
Ebbene sì, Lino Maga è anche questo, non un mero commerciante ma un produttore che fa dell’onestà e della genuinità i principi cardini su cui strutturare la propria filosofia. Sostiene che il consumatore debba essere tutelato, nel bene e nel male, descrivendo sopra ogni etichetta le caratteristiche principali del prodotto e della relativa annata, anche se questa non è stata caratterizzata da particolare espressività o qualità. A certificare quanto detto, nonostante sia contro ogni regolamento del disciplinare, su ogni bottiglia del Barbacarlo viene applicata una targhetta descrittiva con tutti i pregi e difetti dell’annata di riferimento.
La peculiarità che ha sempre voluto sottolineare come tratto distintivo del suo prodotto è la rifermentazione naturale in bottiglia che rende il vino spumanteggiante. Ci tiene a specificare che, in alcune annate e senza alcun particolare trattamento, il Barbacarlo si arricchisce di una mousse che lo impreziosisce come una pennellata del Pinturicchio.
Mentre ci spiega questo concetto, illustrandoci che purtroppo nelle ultime annate non è avvenuto il miracolo, coglie l’ispirazione e va a prendere dalla cantina una bottiglia non ancora abbigliata. Si tratta dell’anteprima del 2016, fino ad allora mai stappata!!!
Si accinge a stapparla come un giocatore di poker che spizza le carte appena servite, estrae il sughero lentamente, ne sente i primi profumi e poi versa. La gioia negli occhi lo pervade e un sorriso enorme si apre alla visione delle bolle che si palesano alla versata. È stata l’espressione gioiosa di un bambino che si emoziona di fronte al più grande regalo mai ricevuto.

È stato un onore poter vivere questo speciale momento che mi ha arricchito spiritualmente e che abbiamo coronato con l’assaggio di questo fantastico 2016. Un bicchiere armonioso e carico di semplicità non difficile da apprezzare; ricco di colore e profumi intensi. I frutti rossi leggermente macerati e molto dolci sono i precursori delle sensazioni olfattive che si completano con fiori ben sbocciati, pepe nero, delicato erbaceo e un mix leggero finale di liquirizia e menta.
La beva è piena e rotonda; un sorso potente, corposo ma ben equilibrato che non fa pesare gli oltre 14%. È la quintessenza dei rossi d’Oltrepò che esprime franchezza e genuinità rispecchiando il carattere di chi lo produce.

E’ con la stessa pelle d’oca provata in quegli istanti, ripensando ancora a quella splendida espressione di Lino Maga, che vi saluto e vi invito a carpire tutte le emozioni che possono essere racchiuse in ciò che può sembrare solo un semplice bicchiere di vino.

Foto di lacaneva.it

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