Grands Echezeaux 1971

Un'icona francese che regala emozioni

Domaine de la Romanée-Conti è un’azienda storica ed estremamente rappresentativa per il panorama vitivinicolo della Borgogna. È considerata un’icona per tutti gli amanti del vino e un riferimento per tutti i produttori di pinot nero nel mondo.
L’azienda nasce nel lontano 1451 quando i monaci del convento di St. Vivant decidono di vendere alla famiglia Croonembourg la piccola vigna chiamata Cros de Clou.

Furono proprio loro a chiamare il Domaine Romanée in onore del prefetto di Roma che in antichità ne era il proprietario. L’origine della seconda parte del nome risale alla diatriba tra Madame de Pompadour, amante del Re Luigi XV di Francia, e Louis François I de Borbone-Conti quando, nel 1760, André de Croonembourg decise di vendere l’azienda. Dal nome del Domaine è facilmente intuibile chi riuscì a vincere la dura lotta per l’acquisizione.

Successivamente i terreni vennero sequestrati dalla rivoluzione francese e vennero successivamente messi all’asta. Dopo diversi passaggi di proprietà, si approda ai giorni nostri in cui le tenute della Romanée-Conti si sono arricchite di terreni Gran Cru e Monopole costituendo un vero e proprio impero.

Domenica 8 ottobre presso la storica Enoteca al ponte di Luca Castelletti abbiamo avuto il piacere di conoscere la regalità di Grands Echezeaux, Grand Cru annata 1971 in formato magnum.

Si presenta in una veste elegante con un tenue rosso granato uniforme e una spiccata cristallinità.
La spettacolare finezza continua con l’equilibrio perfetto anche nella complessità olfattiva dove nessun profumo sovrasta ma tutti agiscono all’unisono regalando emozioni.
I caratteri di rose rosse pienamente sbocciate, ciliegie sciroppate, lamponi e fragoline di bosco macerate ma senza alcun sentore di riduzione o difetti, ne fanno un vino unico. Spezie dolci, tostatura ben presente ed infine liquirizia ed erbe aromatiche completano lo spettro dei profumi.
Estremo equilibrio aromatico supportato da freschezza ben presente e tannino regale perfettamente integrato ne fanno un vino strabiliante.
Il cerchio è completato da una persistenza infinita che chiude armonicamente con quanto percepito al naso.
Personalmente posso ricordarlo come un vino che non colpisce direttamente ma si cela e si scopre gradualmente emozionando sempre più, sorso dopo sorso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *