Epifania bolognese da Fourghetti

In chiusura delle feste è sempre complesso riuscire a regalare qualcosa a qualcuno di speciale. Quest’anno, colto dall’indecisione più completa, mi sono affidato all’istinto e ho scelto di portare la mia compagna in un posto magico, che potesse restarle nel cuore.
Vagando in quel di Bologna per necessità lavorative, si è accesa la lampadina, ed è così che la calza della Befana si è riempita di un’esperienza in un ristorante fino ad ora inesplorato, ma tanto bramato: il Fourghetti dello Chef e patron Bruno Barbieri.
Senza svelare la sorpresa mi son recato al ristorante che si presenta molto elegante e discreto. L’ambiente ricarcato e moderno ci ha rapiti e lasciati senza parole, non è per nulla austero come ci si potrebbe aspettare da un mostro sacro della ristorazione.
Un ambiente giovane, ricco di personale molto attento, gentile e formale ma senza essere ossequioso.

Siamo stati accompagnati al banco dell’american bar per iniziare con un aperitivo e solo li, con la carta alla mano, lei si accorge di dove la Befana l’aveva portata. Gli occhi si illuminano a conferma del fatto che la magia tocca chiunque a qualsiasi età.
Inizio a consultare la carta e noto pochi vini al bicchiere, ma l’attenzione si focalizza subito sul nuovo arrivato di casa Ferrari: il Perlè Zero.
Grandissima conferma di una delle più blasonate case italiane che esce sul mercato con un prodotto dal ricco e affascinante vestito dorato. Naso impressionante per intensità e cremosità in cui spiccano note di frutta esotica e agrumi, panna fresca, tostatura delicata. L’assaggio è piacevole e armonico con quanto espresso fino ad ora, evidenziando mineralità e acidità che regalano ottima struttura e piacevolezza. Il sorso accompagna nel tempo con piacevoli note vanigliate, di frutta esotica e salvia.
Con questo splendido vino abbiamo potuto apprezzare lo spiedino di capesante con friarielli e burrata, caratterizzati da estrema delicatezza e, a seguire, dei sublimi tortellini con fonduta di parmigiano, tratto distintivo di una cucina territoriale d’eccezione.

Ogni piatto servito ha espresso eleganza e finezza che hanno raggiunto l’apice con la portata che ho più apprezzato: l’eclettico galletto porchettato con fois gras e lardo, accompagnato da sedano rapa, fonduta e battuto di melanzane. Uno strabiliante connubio di morbide sensazioni e leggera complessità che ti fanno andare in estasi.
Se fosse possibile paragonare questa portata ad un vino, lo potrei ricondurre ad un grande pinot nero di borgogna zona Vosne-Romanée, eccellente e complesso, che dona infinite emozioni nella ricerca dei profumi e che ammalia ad ogni assaggio.

La degna conclusione di una cena deve avvenire sempre con dessert all’altezza e il babà in bagna di arancia e rhum con clementine e croccante lo è stato. Goloso, piacevole e mai stucchevole, lascia la bocca pulita e appagata. In accompagnamento, la sommelier ha consigliato un passito dei Colli Piacentini del produttore La Stoppa: una malvasia “Vigna del Volta”.
Un abbinamento azzeccato per un vino che non mostra grande complessità emergendo con profumi di marmellata d’albicocca, mentuccia e mandorle. In bocca più sapido che fresco, si denota la potenzialità matura che non migliorerà nel tempo. Nel complesso possiamo definirlo un degno accompagnamento del piatto.
Ed è così che la cena finisce e, sulla strada di ritorno, capita di fissare la luna in cui sembra di intravedere la polvere magica che l’Epifania ha lasciato cadere su di noi, regalandoci questa splendida serata.

fourghetti.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *