Emozioni dal mondo 2017

Un concorso internazionale che raduna merlot e cabernet prodotti a tutte le latitudini. Un giro del mondo in 70 vini nel cuore di Bergamo, col patrocinio della Valcalepio.

L’è dùra stà al mont si dice dalle nostre parti. Dura, a volte durissima. Lasciando stare le robe davvero brutte, mediamente le nostre giornate sono condite da stress, noia, mal di denti, insulti a mezza bocca, risse stradali, multe, cattiveria.

Tutto vero. Poi però ci sono le passioni. Se riesci a viverle in pieno ti fanno sembrare quello di cui prima roba da ridere. Piccoli inciampi in una vita radiosa, piena di promesse mantenute. Prendete ieri: cielo grigio su e foglie gialle giù, foschia, umidità ma niente freddo. Quella parte di ottobre PERFETTA per le degustazioni. Ti ritrovi a Bergamo alta in mezzo a tizi eleganti. Ma mica in un posto qualsiasi, esattamente DENTRO la porta di S. Agostino, in una sala bella in modo assurdo.

In occasione del 13esimo concorso enologico internazionale “Emozioni dal mondo: Merlot e Cabernet insieme” la Vignaioli Bergamaschi s.c.a. e il Consorzio Tutela Valcalepio, organizzatori dell’evento, hanno portato un banco di assaggio nel cuore storico di Bergamo alta. Tutto nacque nel 2004 quando l’enologo Sergio Cantoni, nel corso di una serie di incontri dedicati al taglio bordolese, decise di coinvolgere tutte le nazioni che producono Merlot, Cabernet e i loro tagli. E’ nato così questo concorso internazionale che si è svolto in questi giorni e di cui il pubblico ha potuto degustare le “medaglie d’oro”, e cioè i vini che hanno ottenuto un punteggio superiore agli 85/100. Direttamente dal sito della rassegna, questi sono i vincitori:
http://www.emozionidalmondo.it/ita/vincitori.php

Bene, archiviati i freddi numeri informativi, adesso ci possiamo buttare a pesce su questo ben di dio. In ordine rigorosamente casuale, con una scaletta di degustazione dettata dalla foia, dalla libidine improvvisa di provare un grande vino prodotto in chissà quale angolo del mondo, abbiamo fatto incetta di profumi, sapori, fascinazioni. Niente di tecnico, ma ci piace così. Un grazie alla sommelier di sala Debora che ci ha sopportato e fatto da modella per le foto 😉

Un merlot cinese, per iniziare: Ningxia Shaquan Winery Fontaine Sable Desert Spring (89,2/100). Una etichetta dal sapor mediorientale e, a dispetto del voto medio altissimo, non ho gradito: classico erbaceo al naso e tannico, amaricante in bocca. Forse una bottiglia poco in forma? Un vino che invece ho apprezzato alla grande è il merlot australiano Taylors 2016, vincitore del web award. Frutto rosso magnifico con solo una sfumatura erbacea al naso e magnifico equilibrio al gusto.

Adesso però veniamo al mio preferito della degustazione: l’israeliano Assemblage Eitan 2013 della cantina Barkan Wine Cellars: grande complessità al naso con un erbaceo medicinale e officinale elegantissimo, e mantenuto in bocca con grande personalità. L’unico che ho assaggiato due volte e di cui ho cercato invano di rubare una bottiglia (scherzo eh).

Ah ma con tutti questi internazionali cerchiamo di salvare un pò di spirito italiota dunque andiamo a degustare uno dei vini col punteggio più alto, 90/100, Azienda agricola Parco del Venda colli euganei cabernet 2016: un prodotti di altissimo livello privo di difetti, forse per i miei gusti con una personalità un pò troppo allineata a quello che normalmente ci si aspetta da un cabernet. Ho apprezzato molto anche una nostra vecchia conoscenza e cioè il Cantina Ricchi Ribò cabernet 2014 (86,4/100): grande dolcezza di frutto rosso al naso e di buona struttura oltre che ad un ottimo rapporto qualità prezzo.


Medolago Albani

Presenti alla degustazione anche una rappresentanza della Valcalepio: ho apprezzato molto il Valcalepio Riserva di Medolago Albani, 60% merlot e 40% cabernet lasciato a maturare per 2 anni in Tonneaux (botti grandi da 500 lt) e il Valcalepio rosso riserva “Bartolomeo” dell’azienda “Il Cipresso”. Per ultimo una menzione alla particolarità dell’incrocio terzi “Terre del Colleoni DOC” della cantina sociale bergamasca: un vino dai prepotenti profumi di zolfo e stallatico, per come la vedo io una perfetta sintesi della terra contadina bergamasca: umida, rozza e rustica.

Che dire, un banco di assaggio strepitoso che ci ha permesso di fare un giro del mondo in 70 vini in una location extralusso, praticamente gratis. Unica nota negativa l’affluenza inspiegabilmente bassa per un assaggio di questo livello, assolutamente necessario far crescere il movimento: Bergamo, la Valcalepio e il taglio bordolese lo meritano in pieno.

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