Barbacarlo: in direzione ostinata e contraria

“Sull’etichetta devi scrivere ‘Maga Lino’, non ‘Lino Maga’. ‘Maga Lino’ come il tuo vino genuino” (Gianni Brera)

Anno di grazia 1966. Broni, Pavia. Lino Maga, erede di una famiglia di vignaioli, inoltra richiesta per ottenere la D.O.C. Barbacarlo.
Barbacarlo è lo storico vigneto di famiglia, un appezzamento di 4 ettari che da innumerevoli vendemmie produce un vino dal carattere unico.
Dopo nove anni di estenuanti battaglie legali tra Maga e il Comitato Nazionale per le Denominazioni di Origine, il 21 agosto 1975 diventa esecutivo il D.P.R. che riconosce le tre nuove DOC dell’Oltrepò Pavese: Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo. Il problema è che la DOC Barbacarlo comprende una zona molto più vasta dei 4 ettari dei Maga, dunque altri produttori possono fregiarsi di questa denominazione, che teoricamente è possibile produrre addirittura in 45 comuni diversi (…).
La motivazione principale è l’impossibilità di attribuire una DOC ad un territorio così limitato. Dunque Maga Lino ha combattuto e perso questa lunghissima battaglia. Ma la guerra è davvero finita?

Facciamo un passo indietro. Cos’ha di speciale il vino di questo piccolo produttore? Perché si sono schierati a suo favore importantissime eminenze enogastronomiche e personaggi di primo piano della vita nazionale?
Molto semplice, o forse molto complicato. Barbacarlo nasce da una vigna impervia, ripidissima, situata a Broni sulla collina Porrei, in una zona meravigliosamente vocata ma allo stesso tempo terribilmente ostica per chi deve lavorarci, obbligato a rinunciare a qualunque aiuto agricolo o minima automazione. L’esposizione ideale permette alle uve di maturare perfettamente e il particolare terreno tufaceo completa l’opera. Le vecchie viti, in media siamo attorno ai 50 anni, sono per metà Croatina, e per il resto Uva Rara e Ughetta, tutti vitigni tipici ma che solo qui rendono in modo eccezionale.
I metodi di produzione applicati dal “Paròn” Maga Lino e da suo figlio Giuseppe sono gli stessi da sempre, nessun utilizzo di chimica in vigna, vendemmia ovviamente manuale e fermentazione in vecchissime botti di legno. Pratiche di cantina ridotte al minimo, con il risultato di avere sempre corrispondenza, tipicità e particolarità di ogni vendemmia a portata di bicchiere. Questo mancato interventismo in cantina genera millesimi sempre diversi, straordinari, dove spesso residuo zuccherino importante o una frizzantezza più o meno evidente possono lasciare perplessi gli appassionati legati alla tradizione del vino rosso fermo e secco.

“Ho bevuto Barbacarlo ammandorlato di Maga Lino, spesso e innocente come una sposa capace di sorridere senza malizia”. Parola di Gianni Brera, uno che se ne intendeva di entrambi gli argomenti. Il mitico giornalista, scrittore e inventore di parole e di mondi legati allo sport e non solo conosceva molto bene il Commendatore Maga, lo citava spesso nei suoi scritti e coinvolgeva gli amici in serate e nottate cullate da quel vino rustico ed elegante e dal fumo di mille sigarette. Il rapporto è ancora vivo tanto è vero che, a 25 anni dalla morte del Gioànn, la combriccola dei “Senzabrera” si è ritrovata l’anno scorso proprio da Barbacarlo per la tradizionale Pacciàda.
L’altro amico e fan è stato Luigi Veronelli, che da anarchico impenitente si innamorò subito di questo pavese roccioso e orgoglioso e lo accompagnò e spronò nelle mille battaglie che ha dovuto affrontare.

A proposito di battaglie, eravamo rimasti a quella persa, con perdite soprattutto economiche, del 1975.
Chiunque altro l’avrebbe data su, ma non lui.
Maga si rivolge al TAR del Lazio che comprende e accetta le sue ragioni e nel 1983 annulla il DPR 1975.
Ennesimo contro-ricorso dei produttori pavesi al Consiglio di Stato, che però nel marzo del 1986 pubblica la sentenza che autorizza Maga, unico al mondo, a fregiarsi della DOC Barbacarlo.

Attualmente Barbacarlo ha perso la denominazione, è un IGT Provincia di Pavia, ma la sua storia parla da sola, è un Marchio Registrato e il suo creatore, a 87 anni, viaggia ancora in direzione ostinata e contraria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *